Regime mediatico / 2
Il País dichiara guerra a Zap che flirta con il suo amico Público
I mezzi di informazione spagnoli appartenenti al gruppo Prisa da qualche mese hanno iniziato a formulare ruvide critiche al governo socialista a cui sono da sempre molto vicini. Prisa possiede oltre al País e ad altri giornali, anche la grande catena radiofonica Ser, una pay-tv via satellite (Digital+), un canale tv in chiaro (Cuatro) e varie sigle editoriali di primo piano.

I mezzi di informazione spagnoli appartenenti al gruppo Prisa da qualche mese hanno iniziato a formulare ruvide critiche al governo socialista a cui sono da sempre molto vicini. Prisa possiede oltre al País e ad altri giornali, anche la grande catena radiofonica Ser, una pay-tv via satellite (Digital+), un canale tv in chiaro (Cuatro) e varie sigle editoriali di primo piano. In verità, l’obiettivo dell’inedita offensiva di Prisa non è tanto il Psoe, quanto il capo del governo, José Luis Rodríguez Zapatero. Sulle pagine del País sono comparse reprimende sulla confusa gestione della crisi economica e si è sostenuto che all’interno del Psoe cresce l’insofferenza per il dirigismo autoritario di Zapatero. D’altronde, anche il potentissimo amministratore delegato del gruppo Prisa (ed ex direttore del País), José Luis Cebrián, è noto per un atteggiamento accentratore e quindi, secondo molti analisti, lo scontro in corso è una contesa tra due cesarismi.
L’inizio delle ostilità ha una data: 13 agosto scorso. In piena estate un Consiglio dei ministri straordinario ha approvato un decreto per regolamentare la televisione digitale terrestre (tdt) a pagamento; una manovra che danneggia la pay tv satellitare di proprietà del gruppo Prisa e avvantaggia un’altra società, Mediapro, considerata altrettanto vicina al Psoe ma assai più zapaterista. Mediapro è un gruppo emergente che produce un’immensa quantità di programmi tv, ha un canale in chiaro (la Sexta) e un quotidiano nato da poco e molto di sinistra (Público). Il proprietario di più di un terzo di Mediapro è il catalano Jaume Roures Llop, imprenditore con un non rinnegato passato trotzkista. Produttore di Woody Allen (“Vicky, Cristina, Barcelona”) nonché di una manciata di pellicole di sapore militante, Roures in un’intervista a Libération ha dichiarato che lui “non lavora, ma milita”. E ha detto di non comprendere “perché un comunista non dovrebbe pensare a mangiare”. “In ogni caso – ha spiegato – io faccio i soldi per servire le mie idee”.
A completare il quadro ecco l’eterno concorrente del País: El Mundo. Che, dopo cinque anni passati a descrivere il premier come un incompetente, ora si spertica in elogi nei suoi confronti per aver fatto approvare il decreto sul digitale terrestre “resistendo al ricatto di un gruppo imprenditoriale molto legato alla vecchia guardia del Psoe” e offre ai lettori promozioni per l’acquisto del decoder tdt. Il gruppo Prisa – in cui secondo indiscrezioni sta per avviarsi un enorme turnover che coinvolgerà molti dirigenti – ha debiti mostruosi che pare arrivino a cinque miliardi di euro, ma ha ancora molto potere e grande autorevolezza presso l’elettorato di sinistra. E a Zapatero l’ostilità di questo tradizionale sponsor dei socialisti potrebbe costare cara. Proprio per questo il premier ha tergiversato a lungo sul digitale terrestre, attendendo che Prisa riuscisse a vendere il suo canale satellitare a Vivendi, a Mediaset o a Telefónica realizzando una somma importante. Intanto però Mediapro ha acquistato i diritti per la trasmissione del calcio per GolTv, un canale per il digitale terrestre a pagamento. E l’avvicinarsi dell’inizio della Liga ha fatto sì che i tempi si accorciassero. Il risultato è che le prospettive finanziarie di Prisa si rannuvolano e il capo del gruppo Cebrián manifesta il suo disgusto per i favori governativi agli “amici” di Mediapro. Peccato che si dimentichi come proprio Prisa sia stata strafavorita per due decenni dal Psoe di Felipe Gonzáles e poi, fino a ieri, da Zapatero ora più incline ad aiutare la strepitosa crescita di Mediapro, affine a lui e non alla vecchia guardia socialista.